Le schede dei pesci

Poecilia formosa

Poecilia formosa , è una specie ovovivipara della famiglia dei Poecilidi che in inglese ha un nome comune che ben inquadra la sua straordinaria peculiarità. L’Amazon Molly (il Molly amazzone) è l’esempio di una via riproduttiva che, tra i pesci, non ha avuto grandissimo successo : la partenogenesi.

P. formosa si presenta con una colorazione tendente al grigio con una specie di disegno a rete formato dalla disposizione delle scaglie laterali al corpo, per intenderci potete immaginarvi un pesce simile a una femmina di P.sphenops ma assai meno appariscente… ne segue che da un’occhiata veloce non è una specie che possa intrigare molto un acquariofilo, ma come spiegherò più tardi… riserva una storia veramente particolare.


In primo piano vediamo un maschio di P.latipinna mentre dietro la femmina è una P. formosa. 

Nel 1932-33 , Carl e Laura Hubbs ( il contributo è notevole anche nel campo dei goodeidi: genere Hubbsina…) notarono un paio di interessanti punti riguardo la formosa.

In tutta l’area nella quale questa specie si ritrovava (e si ritrova tuttora) ,dal Texas sud occidentale al Messico nord orientale, (soprattutto in acque salmastre di costa, ma anche in acque di fiumi che si portano verso l’interno) tutti i membri delle popolazioni erano femmine. In quest’area la P. formosa condivide il suo ambiente anche con altre specie P.sphenops o P.mexicana (Messico) e P.latipinna (Messico e USA) delle quali però si ritrovano entrambi i sessi.

Il fatto che fu osservato dagli Hubbs, è che le P. formosa sono regolarmente fecondate dai maschi delle altre specie (bisessuali) coesistenti che le corteggiano e si accoppiano come se fossero femmine della propria specie. Lo sperma però ,a meno di rare eccezioni, segue un percorso anormale non unendosi con gli ovuli femminili che contengono già il corredo cromosomico completo (senza la richiesta dell’aggiunta della metà maschile)  proveniente interamente dalla madre.

Gli ovuli quindi ,non vengono fecondati ma la presenza degli spermatozoi ne provoca lo stimolo ad evolversi in embrioni che diventeranno (secondo il tipico schema ovoviviparo dei pecilidi) dei piccoli (di sesso femminile ovviamente)ben formati alla nascita .

Questa curiosa situazione, conosciuta come pseudogamia è in effetti una partenogenesi stimolata. Ne segue che tutti i membri delle popolazioni di formosa sono essenzialmente identici ad eccezione di mutazioni che possono avvenire a seconda delle condizioni in cui si ha lo sviluppo della nuova vita.

Le osservazioni  degli Hubbs sono state confermate da una serie di studi e ricerche successive svoltesi nel corso di diversi anni.

Di seguito riporto un estratto sintetico e chiaro sull’argomento, dal sito http://www.quipo.it/villaggioglobale/partenogenesi.htm  :

“Una strategia riproduttiva che ha avuto pochissimo successo nei pesci è la partenogenesi (sviluppo di un nuovo organismo da un uovo non fecondato). Poecilia formosa (un Ateriniforme) presenta solo individui femmine che possono accoppiarsi con maschi giovani ed inesperti appartenenti a specie affini i cui spermatozoi pur non penetrando negli ovociti ne stimolano lo sviluppo inducendo la formazione di una progenie fatta da femmine geneticamente identiche alla madre.
Le uova fecondate vanno incontro a segmentazione con formazione dell'embrione. Quando questo ha raggiunto il giusto grado di sviluppo si attua la schiusa. Questo evento è indotto da diversi fattori quali la carenza di O2, il rammollimento dello strato esterno dell'uovo (corion) ad opera di enzimi secreti dalle ghiandole della testa dell'embrione, e anche dal fotoperiodo…”

Si pensa che questa condizione si sia venuta a creare inizialmente da una ibridazione avvenuta in natura tra P.mexicana (o sphenops) e P. latipinna , ma questo non è mai stato provato . Incroci ottenuti artificialmente producono esemplari che hanno un aspetto assai simili a P. formosa ma che comunque danno prole bisessuale. La nascita di P.formosa è quindi un puzzle ancora da risolvere.

La possibilità di ottenere in buona sostanza dei cloni biologicamente e fisiologicamente identici tra loro ha avuto ed ha un’importanza nel campo della ricerca oncologica.

Attualmente si sta studiando se maschi di altre specie del genere Poecilia abbiano o meno la possibilità di indurre la partenogenesi in P. formosa. P. chica e P. vittata sembra possano svolgere questa funzione . Al momento sto personalmente tentando con esemplari selvatici di P. reticulata.

P. formosa è prolifica e molto robusta. Può essere allevata all’aperto (se le temperature non scendono sotto i 15 °C)  con acqua dura o leggermente salmastra . Per giungere alla riproduzione è sufficiente allevarla assieme a P. sphenops ,P.mexicana o P.latipinna così che i maschi possano indurre lo sviluppo degli ovociti e che le piccole formosa possano apprendere il comportamento dalle loro cugine delle specie correlate.

Tratto dal Primo Volume della Collana "OCEANI" di Jacques Y.Costeau, Fratelli Fabbri Editori

Un sistema riproduttivo assai particolare è quello della Poecilia mexicana. Questa specie di pesce annovera due tipi diversi di femmine, l'una che dà origine ai soliti discendenti maschi e femmine, l'altra che origina solo esseri di sesso femminile. Alcune delle caratteristiche maschili vengono però trasmesse anche ai giovani unisessuati.

Partenogenesi è il nome generalmente adottato per indicare questo tipo di riproduzione. La rara Mollinesia formosa o Mollinesia amazzone, un ciprinodonte, costituisce addirittura un caso limite poichè questa specie annovera solo individui di sesso femminile.

La specie si riproduce per mezzo di uova che si moltiplicano per divisione semplice e contengono quindi il corredo cromosomico al completo. Queste uova non hanno bisogno di essere fecondate dal maschio. Naturalmente, tutte le uova danno origine ad individui femminili, capaci a loro volta di produrre uova. Il vantaggio di questo sistema di riproduzione è la continua creazione di un gran numero di individui; se la specie annoverasse anche maschi, solo la metà della popolazione sarebbe in grado di produrre uova, e probabilmente non sarebbe in misura tale da assicurare la sopravvivenza della specie.

E' interessante notare che nella fecondazione lo spermatozoo svolge due mansioni ben diverse.

In primo luogo esso dà l'avvio allo sviluppo dell'uovo. Sono pochissime infatti le specie le cui uova non necessitano in alcun modo della fecondazione da parte dello sperma. In secondo luogo, lo sperma, contribuisce anche alla componente parentale dei caratteri genetici mescolando i propri a quelli della cellula femminile.

Nella partenogenesi effettiva, che si riscontra in alcuni artropodi e in altri invertebrati, l'individuo singolo ha in sè sia lo sperma e l'uovo e così può stimolarne da solo lo sviluppo. L'Amazzone, invece, non è dotata di sperma proprio, e deve perciò riceverlo da un maschio. Le uova del ciprinide amazzone infatti non si sviluppano se uno spermatozoo non ne stimola la divisione cellulare.

Così i maschi appartengono ad un'altra specie, di solito Mollinesia communis (Nota D.Montanari : Penso che qui l'autore intenda con questo termine, P.mexicana e specie affini).

Questi maschi emettono lo sperma e le uova dell'Amazzone ricevono l'impulso iniziale che le spinge a svilupparsi.

Ma poichè queste uova sono già dotate del giusto numero di cromosomi, come tutte le uova partenogenetiche, la fusione con il nucleo maschile non ha luogo e lo sperma è respinto.

 

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