Le schede dei pesci

 


Un collage di immagini di endler selvatici pescati e fotografati da Armando Pou

Gli Endler furono raccolti per la prima volta dal professore John A. Endler nel Nord-Est del Venezuela nel 1975 . Il Professore non sapeva (al tempo) che comunque erano già stati pescati in precedenza negli anni 30 da un appassionato Franklyn F.Bond.

Endler passò esemplari a al Dr. Donn E.Rosen , curatore di Ittiologia al Museo Americano di Storia Naturale ,che era interessato a studiarli ma morì a pochi anni di distanza. Rosen passò la specie anche ad un amico tedesco Dr. Klaus Kallman (del New York Aquarium) che portò primi esemplari in Germania e divennero presto popolari tra gli acquariofili tedeschi che mantennero il nome di Poecilia sp.Endler (dato da Kallman) dal nome appunto del loro scopritore.

Per avvalorare quanto vi ho raccontato sopra, allego una lettera autografa del Prof.Endler (tratta dal sito di un allevatore uruguaiano che da molto lavora sulla specie ,Armando Pou) in cui spiega un po’ del loro ritrovamento. Ho deciso di lasciarla in inglese per non incorrere in divergenze di significato da quanto scritto originariamente (se qualcuno volesse avere un aiuto nel comprendere il passo qui sotto può contattarmi via mail):

“I discovered these fish in Laguna de Patos, near Cumana, northeastern Venezuela in 1975. They had in fact been collected in 1937 by Franklyn F. Bond, but I didn't know that at the time. . . They were found in warm (27-30 degrees C) bright green and hard water in a small lake. . .The original stock was much more polymorphic variable than the present one in the aquarium trade. . .
"Endler's Poecilia" got into the Aquarium trade via Klaus Kallman of the New York Aquarium, who got it from the late Donn Eric Rosen, the major taxonomic expert of the Poeciliidae, to whom I gave it so that he could name it. Unfortunately he died before naming it. Klaus gave it to aquarists and added the present common name ("Endler's Livebearer" or "Endler's Poecilia") with out telling me (as a surprise), and I first heard about it during a visit to England in the mid-1980's. It was quite a surprise, but also a disappointment to see how much of the original color pattern variation has been lost through inbreeding and founder events. The wild fish are not always "double swordtails", have much more variable color patterns, and some even have black pectoral fins. But all have the lovely metallic green spots, though variable in size, shape, and position. Although highly variable, the wild fish are not quite as variable as wild guppies, though much more so than P. picta or P. parae--the closest relatives. . .
They live only in two sites in Venezuela, one of them (Cumana) next to the city dump, so they might even be extinct now in the wild. Someone should try to go back and check. The second population I only heard about but was unable to find--at the base of the Peninsula de Paria . . .
With best wishes,
John A. Endler
Professor of Biology “

Per chi volesse approfondire l’argomento rimando alla webpage personale del Prof. Endler (http://www.lifesci.ucsb.edu/eemb/faculty/endler/ ) e ad una pagina con alcune sue considerazioni http://www.thekrib.com/Fish/p-endlers.html.

Sebbene siano chiaramente assai affini ai Guppy essi vengono considerati una specie a sé stante. Gli Endler si incroceranno coni guppy dando prole fertile se ne creiamo le condizioni (vasca comune) ,quindi se miriamo a mantenere la specie pura è bene non tenerli nello stesso acquario.

Per quel che riguarda questo discorso tengo subito a precisare e a ricordare a tutti una semplice regola : tra i pecilidi così come tra i goodeidi si tende ad evitare convivenze tra specie dello stesso genere ( e per quello che riguarda il genere Limia la convivenza è sconsigliata anche con specie di Poecilia per evitare “inbreeding” ; Limia è difatti un nuovo genere introdotto separando specie prima annoverate tra le poecilia ).

Gli Endler furono rinvenuti in acqua alcalina a 27 ° C ma molto facilmente si adattano ai valori locali dell’acqua e la temperatura minima che ho avuto modo di sperimentare è di circa 15-16 ° C e si mantengono senza problemi anche con acqua sui 30 °C (fuori d’estate) se non ricevono la luce diretta del sole nelle ore più calde.

Da esperienze di amici che riguardano i valori dell’acqua, gli endler si adattano bene ad acqua tenera ed acida (fino pH 4,5) e anche ad acqua salmastra ( densità = 1.015 ) come avviene anche per i guppy .

Per quel che riguarda la riproduzione rimandiamo alle informazioni su Poecilia reticulata in quanto è del tutto simile. L’unica differenza che ho notato è che le femmine rimangono più piccoli rispetto a quella di guppy ( e questo vale pure per i maschi) con conseguenti parti meno numerosi (non oltre le 30 unità nel mio caso).

Non sono una minaccia per i loro avannotti soprattutto se si mantengono in acquario ben piantumato che provveda loro anche con una riserva di alghe che integri la loro dieta.

 


Maschio di Poecilia sp.Endler.                                                                                                 Femmina di Poecilia sp.Endler.                             Foto di Chris Norwood 

Il biotopo nel quale sono stati rinvenuti è la Laguna de Patos, nella regione di Cumana, in Venezuela come detto in precedenza. E’ una laguna formatasi per l’afflusso di acqua dolce in una zona vicina al mare che un tempo doveva essere salmastra.

Un bel sito da visitare è quello di Ronald Newcomb : http://www.members.cox.net/newcomb1/endlers.html

Gli Endler si ritrovano in essa ed in una serie di piccoli specchi d’acqua intercomunicanti in alcuni momenti dell’anno. Assieme a loro è diffuso anche il guppy sebbene in misura minore in quanto l’acqua ricca di alghe e torbida non piace molto a Poecilia reticulata che predilige altresì i corsi d’acqua corrente agli stagni.

Queste zone sono ad alto rischio di distruzione e inquinamento (un deposito di rifiuti è stato costruito vicino alla laguna) e Poecilia endler è in grave pericolo in natura se non già estinto.  


Una cartina per orientarsi meglio. Tratta dal sito di Ronald A. Newcomb

Una cosa interessante e simpatica che ho potuto osservare è una particolare tattica per arrivare all’accoppiamento e che finora ho notato solo con gli endler ( mi prometto però di seguire le evoluzioni  dei guppy selvatici che magari hanno un comportamento assai simile).

Inizialmente ho tenuto questa specie in un acquario molto ricco di piante, radici e nascondigli (mop di lana sintetica, vasi…) e le femmine riuscivano spesso e volentieri a sfuggire agli estenuanti tentativi maschili che, con la caudale spiegata davanti al muso della partner ,attendono il momento giusto per “colpire”.

Un giorno ho notato 2 femmine letteralmente incastrate tra i filamenti di un mop: si erano nascoste e per stare un po’ tranquille. Sono rimasto stupito nel vedere come, mentre osservavo la vasca senza fare nulla, 6/7  maschi si sono radunati in superficie e con frenesia si muovessero come se avessi appena sbriciolato delle scaglie di mangime… non c’era nulla però. Le 2 femmine incuriosite da questa agitazione sono uscite allo scoperto a cercare il cibo e si sono ritrovate circondate dai pretendenti. Fantastico!

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