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Le schede dei pesci Brachyraphis roseni (Bussing 1988) |
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I
pesci del genere Brachyraphis sono originari del Centro America dove
occupano le zone di drenaggio e i collegamenti della rete fluviale interna
ai due oceani sulla costa Atlantica e Pacifica. Brachyraphis significa “ago corto” in riferimento al gonopodio del
maschio breve e tozzo . Sono pesci con tendenze al cannibalismo e al
turbamento della quiete nella vasca. I piccoli sono riuscito a salvarli
solamente con mezzi artificiali che impedissero alla madre o agli altri
esemplari di avvicinarli. Anche separare la madre in una vasca ricca di
veetazione e rifugi si è reso insufficiente in quantoi piccoli non si
muovono con fluidità nel nuoto nelle prime ore di vita e sono spesso
facili bersagli adagiati sul fondo della vasca o su qualche foglia. |
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La
specie Brachyraphis roseni è stata descritta solo di recente (’88) e in
natura occupa un’area che si estende dal Costarica sud – occidentale
al confine ovest di Panama. Le
femmine raggiungono una lunghezza di circa 7 cm, i maschi rimangono invece
attorno ai 5. La pinna dorsale è arancio sia per il maschio che per la
femmina e bordata di nero. Le femmine presentano anche una zona colorata
sulla pinna anale, i maschi invece hanno una linea orizzontale abbastanza
evidente lungo il corpo che si interrompe in corrispondenza del gonopodio. Entrambi
i sessi presentano nella parte anteriore del coro delle bande scure
verticali e i margini delle scaglie sono scuri disegnando una specie di
rete sul resto del corpo. I
miei primi esemplari sono stati 4, due coppie adulte. Le ho ospitate in
una vasca di circa 50 litri di capienza con vasi posti a rifugio sul fondo
e mop galleggianti a imitare radici e piante. La temperatura viene fatta
variare dai 20-22 °C del periodo invernale ai 30°C di quello estivo. Dopo
i primi periodi di ambientamento, una coppia si è imposta come dominante
sull’altra. Non saprei dire se questo comportamento è stato dettato
dall’esiguità degli abitanti della colonia o meno , fatto sta che
questa coppia alfa si accaniva con grande veemenza sull’altro maschio
mentre l’altra femmina era ignorata. Dopo qualche giorno per salvare il
maschio ormai debilitato ho deciso di utilizzare due divisorie (tipo la
gabbia - parto dell’articolo nella sezione pecilidi) per dividere le due
coppie e con grande sollievo ho visto tornare la tranquillità tra i
pesci. Ho
mantenuto le coppie divise all’interno di questi spazi e ho portato
entrambe ad un successo riproduttivo. Il fatto di avere gli adulti
“chiusi” all’interno delle divisorie mi ha permesso di salvare tutti
i piccoli per 3 riproduzione successive delle coppie. La gravidanza dura
dalle 4 alle 6 settimane in base alla temperatura. Dopo
i parti per diversi giorni lasciavo però i pesci di nuovo liberi di
nuotare in una vasca di ca.120 litri in
quanto sono molto vivaci e abili nuotatori. Il successo dei
tentativi di accoppiamento del maschio dipende spesso
dall’accondiscendenza della partner che con la sua mole notevole può
scacciare il maschio in momenti indesiderati La
femmina diventa assai tondeggiante avvicinandosi al parto e i piccoli
quando nascono sono molto grandi , circa 1 cm, seppur inabili al nuoto per
1-2 giorni. La
femmina rilascia un piccolo ogni quarto d’ora circa di solito verso
l’alba o alla sera. Ho
cresciuto i piccoli con mangime secco vitaminizzato e naupli d’artemia
come faccio con tutti i piccoli e la loro crescita si è rivelata assai più
rapida di quanto mi aspettassi ( in due mesi raggiungono i 3 cm circa).
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