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Le schede dei pesci Dermogenys
pusillus (Kull
e Van Hasselt,1822) |
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Riadattamento dell’articolo di Marco Rosetti che trovate a
questo indirizzo : Trovate le parti tratte dall’articolo tra virgolette. Le foto sono tratte dall’articolo stesso e sono di Marco
Rosetti. Il D. pusillus è
sicuramente l’Half Beak più famoso tra gli acquariofili , e
probabilmente anche molti che non si interessano di vivipari l’hanno
sentito nominare almeno una volta. Non è raro trovarne degli esemplari
nei negozi (anche se a volte vengono importate sotto questo nome specie
diverse) e rappresenta per molti l’inizio con questo strano gruppo di
pesci. Gli Half – Beak (letteralmente mezzo – becco ) in
inglese, indicano tutte le specie ascritte alla famiglia degli Emiranfidi.
In particolare , il D.pusillus
è indicato come Wrestling Half – Beak per l’aggressività dei maschi
nelle lotte per assicurarsi il privilegio di accoppiarsi con la femmina. |
Maschio di
D.pusillus
Femmina di
D.pusillus
Ho dato alla scheda il nome scientifico ormai entrato nel
modo di dire , ma dal punto di vista sistematico, questa specie (ed altre
del genere ) hanno di recente subito una revisione, che cercherò di
riassumervi in breve. Ringrazio l’amico Harro Hieronimus per avermi
fornito la documentazione adeguata ( un suo articolo riguardo la revisione
del genere da parte di MEISNER )dalla quale trarre le informazione e
Manuel Zapater per avermi aiutato con la traduzione dal tedesco. La specie D.pusillus
consiste di 3 sottospecie: D.pusillus
pusillus, D. pusillus borealis e D.pusillus borneensis. Di seguito
alcune informazioni più dettagliate tratte dall’articolo di cui sopra: D.pusillus pusillus (KUHL e VAN
HASSELT, 1823) Distribuzione : vedi più sotto Longilineo , mascella inferiore non molto lunga, bande laterali diffuse.
Raggi pelvici e base della dorsale è scura in entrambi i sessi. Nei
maschi anche il margine della dorsale è più scuro. Maschio : 26mm , Femmina: 46mm D.siamensis
(FOWLER 1934) sinonimo D.pusillus borealis (BREMBACH 1991) Distribuzione:Thailandia ,Vietnam,Cambogia. Specie molto longilinea con una lunga mascella inferiore. Colori molto
chiari, bande laterali diffuse, più scura nella parte caudale del corpo. Mascella inferiore scura. Nelle femmine, il ventre dalle pinne pelviche
fino all’anale è macchiettato con grandi melanofori.La base delle pinne
pelviche è nera. Nei maschi la base e la fine dei raggi pelvici così
come gli ultimi raggi della dorsale sono pigmentati in nero. Maschio : 35mm , Femmina: 53mm D.sumatrana (BLEEKER,
1853) sinonimo D.pusillus borneensis (BREMBACH 1991) Distribuzione: Kalimantan e Sumatra occidentale. Longilineo , alcuni esemplari con mascelle assai prominenti che possono
essere piegate verso il basso sulla punta. Bande laterali strette, parte
superiore del corpo macchiettata di melanofori. Mascella inferiore di un colore scuro. Pinne pettorali scure, le altre
pinne di un color fumo (grigio chiaro). Maschio : 32mm , Femmina: 52mm La specie è originaria dell’area della Thailandia ,
Malaysia, Indonesia, Java e il sud est asiatico in generale. Abita acque
calme (fossati, fiumiciattoli…) dolci o salmastre. In acquario non h a
particolari esigenze per quanto riguarda i valori dell’acqua, ma qualche
cucchiaino di sale ( 1 ogni 5 –10 litri) può renderlo più robusto alle
malattie. In
natura lo si ritrova a temperature tra i 22 °C e i 30 °C circa, in
acquario resiste bene ad alte temperature, mal tollera acque sotto i 20°C
.Personalmente consiglierei di lasciare a 22-23° circa il riscaldatore
durante l’inverno e poi lasciare salire naturalmente la temperatura in
estate. Passiamo
ora all’esperienza di Marco Rosetti : “La
mia esperienza con il Dermogenys ha inizio nel negozio di un mio carissimo
amico, Costantino Orlandi. Più volte chiesi a Costantino di trovarmi
qualche ovoviviparo particolare, per avere la possibilità di riprodurlo e
studiarlo. Fu così che verso la metà di Marzo di questo anno (2001) mi
telefona e mi dice che è riuscito a trovare questi singolari pesci.
Prendo tutti gli esemplari che aveva a disposizione (4, tre femmine e un
maschio), ma quando torna a casa, purtroppo, una femmina era già morta,
molto probabilmente per lo stress del viaggio (3 ore di macchina) o per
essersi danneggiata il “rostro”. Quest’ultimo, il rostro appunto, è
una delle caratteristiche che rendono questo pesce straordinario e
delicatissimo allo stesso tempo e che lo definisce nel suo nome in inglese
e non solo: mezzo becco. |
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Particolare
del rostro di un esemplare. Si notino le “alette” descritte nel testo
Guardando
i Dermogenys dall’alto (come in foto) , si nota che il becco inferiore
ha come delle “alette” laterali trasparenti che triplicano l’area di
contatto con la superficie dell’acqua. Questo sicuramente aiuta il pesce
nel risucchiare le prede, perché la sensazione è proprio quella che le
risucchi, per poi masticarle. Restando
in tema di “rostro”, spieghiamo anche perché definirei questo pesce
un po’ tonto. Purtroppo il loro più grande difetto è quello di
sbattere violentemente contro le pareti dell’acquario, il filtro o
qualunque cosa capiti nella loro traiettoria. Non sono
ancora sicuro se con il tempo il becco storto possa raddrizzarsi, ma sono
sicuro che provoca molto dolore al pesce nel caso si piegasse o rompesse,
causando perfino la morte. “
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Rostro danneggiatoAncora dall’articolo di Marco, qualche osservazione sul
comportamento dei pesci in acquario: “Essendo
un ovoviviparo, possiede un organo per la copula chiamato andropodio,
anche se in moti testi o articoli reperibili in internet, viene anche
comunemente chiamato gonopodio come per i poecilidi. Sono
ottimi saltatori, quindi fate attenzione a dove li sistemate. Io li ho
riprodotti in un 30 l con coperchio a compasso e non ho avuto problemi,
mentre i figli li ho fatti crescere in una vasca aperta adiacente ad
un’altra e spesso, se il livello dell’acqua era alto, trovavo dei
Dermogenys di 2-3 mesi che erano saltati dall’altra parte.”
Esemplari in acquario |
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Riporto
ora le considerazioni che l’autore dell’articolo ha fatto riguardo la
riproduzione di questi pesci, allegando le bellissime foto
dell’articolo: “Ora
conosciamo meglio questo pesce e possiamo parlare della riproduzione e del
momento della copula. |
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Tentativo di copula
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“Ancora
non è avvenuta la copula. Il maschio a questo punto ha la testa
all’altezza del buco urogenitale della femmina (come possiamo vedere in
foto) e sembra guardarlo come per capire il momento giusto in cui deve
fecondare. Questa posizione è molto simpatica, perché il maschio si
sposta all’unisono con la femmina, la quale sembra ignorare il tutto, ed
è straordinario vedere questo pesce in quella posizione (a 3 cm sotto la
superficie) muoversi a scatti come una specie di colibrì. Arrivati a
questo punto, il maschio, con dei colpi decisi fa “sbattere” il suo
andropodio nel buco urogenitale della femmina, sempre dopo essere tornato
nella posizione a “colibrì”: io ho visto il maschio compiere anche 5
scatti di seguito con la femmina che sembrava non capire niente di quello
che stesse succedendo. Non so se in quei momenti il maschio deposita
sempre il proprio sperma dentro la femmina o se sono solo dei tentativi.
Probabilmente la maggior parte saranno dei tentativi, visto che il maschio
è spesso intento alla copula, anche se molto meno insistentemente di un
Guppy o di uno Xipho. Il
primo parto l’ho riscontrato il 4 aprile. Entrambe le femmine
partorirono. Gli altri parti si sono verificati il 25 Aprile, il 15
maggio, il 2 giugno e l’ultimo proprio pochi giorni fa il 24 giugno.
Facendo una semplice media, notiamo che il parto avviene all’incirca
ogni 20-21 giorni.”
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Una “covata” di Dermogenys |
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“Non
ho notato parti prolungati come scritto in altri articoli o libri. Nel
giro di un giorno le femmine partoriscono tutti gli avannotti.
Probabilmente il merito è anche del maschio, molto attivo e in ottima
salute, come del resto le femmine. Quando prossime al parto,
quest’ultime hanno un ventre rigonfio visibile in particolar modo
dall’alto o dal basso e hanno la parte posteriore del ventre molto più
pronunciata (un po’ come le femmine dei guppy pochi momenti prima di
partorire).” |
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Particolari
di una femmina gravida
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“Gli
avannotti sono lunghi all’incirca 8-9 mm e riassorbono il sacco
vitellino (anche se poco visibile) in poche ore.
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Particolare avannotto
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“
Nutrirli inizialmente non è stato facile, poiché accettano solo cibo che
si trova in superficie e non gradiscono molto i mangimi commerciali
finemente tritati. Il rimedio è quello di allestire una vasca per
l’accrescimento molto bassa, con un’acqua che non superi i 10 cm di
altezza. In questo modo se vengono somministrati naupli d’artemia, i
problemi nel trovare il cibo vengono superati dai piccoli di Dermogenys.
Io ho anche usato del mangime industriale per avannotti di trota ed era
l’unico mangime secco che gradivano.
Da alcuni giorni ho isolato delle femmine per vedere se anche loro, come i poecilidi, conservano lo sperma del maschio per fecondare altre uova, inoltre sto cercando di capire, come detto prima, se il rostro piegato con la crescita del pesce tende a raddrizzarsi. Magari questo lo racconteremo in un altro articolo. Come abbiamo visto, ci troviamo di fronte ad un pesce molto particolare, sicuramente fuori dal comune e con esigenze proprie che lo rendono un pesce a dir poco straordinario per chi, appassionato come me di ovovivipari, è alla ricerca di nuove
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Particolari di avannotti. La seconda e terza immagine mostrano un avannotto con sacco vitellino, ed uno con il vitellino già riassorbito. |
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